Piante e insetti impollinatori: l’alleanza per la biodiversità. Presentazione del Progetto MAP al “Fondo Prognoi


Negli ultimi anni l’attenzione del pubblico è stata richiamata sulla drammatica situazione in cui versano le api, le cui popolazioni hanno subito perdite in Europa e in tutto il mondo. Il problema è di ampia portata: un evidente declino nella presenza e nella diversità di tutti gli impollinatori selvatici europei, fra cui api selvatiche, sirfidi, farfalle e falene. Numerose specie di impollinatori sono estinte o minacciate di estinzione. Con il Progetto MAPappare, Attivarsi, Piantare – organizzato da Legambiente Vicenza in collaborazione con Fondo Prognoi e altri patner di progetto tra cui Wba (World biodiversity association) ognuno di noi può dare concretamente il proprio aiuto per la salvaguardia degli insetti pronubi.


La presentazione del Progetto MAPappare, Attivarsi, Piantare – si terrà il giorno 14 marzo alle ore 20.45 presso la sala circoscrizionale Papa Giovanni paolo II° a Montorio alla presenza dei rapprentanti di Legambiente e di Paolo Fontana Presidente della Wba, l’accesso alla sala sarà consentito secondo la normativa sanitaria vigente e per un numero massimo di 31 persone.

Il Progetto MAP è nato grazie alla bellissima intuizione di Legambiente Vicenza con la quale l’azienda agricola “Fondo Prognoi” di Montorio ha creato subito una sinergia portando a realizzare il progetto anche a Montorio che permetterà di realizzare delle aree fiorite e ricche di biodiversità, che aiuteranno tutti gli insetti impollinatori permettendo loro di posarsi, in collaborazione anche con i cittadini sensibili alle tematiche del bene comune che si renderanno disponibili come volontari.

L’obiettivo del progetto è quello di coinvolgere in modo attivo e partecipativo i cittadini affinché diventino attori della valorizzazione e rigenerazione delle aree verdi urbane (pubbliche e private) ideando e realizzando attività di rifioritura e rinverdimento, così da coniugare insieme i concetti di: cittadinanza attiva, sostenibilità ambientale, recupero e valorizzazione di aree abbandonate.

Il progetto prevede quattro incontri, per un massimo di 10 partecipanti,  presso l’azienda agricola “Fondo Prognoi” in Via Ponte Verde e saranno strutturati nel periodo Marzo 2022/Giugno 2022 con la frequenza di un sabato al mese (19/3 – 9/4 – 7/5 – 18/6) dalle ore 9.00 alle 12.00 oppure dalle 14.30 alle 17.30.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione a socio di un GAS (gruppo di acquisto solidale) oppure dell’Associazione Legambiente o della Wba, per info e iscrizioni scivere a: info@fondoprognoi.it

«Il Progetto – dichiara Laura Tinazzi del “Fondo Prognoi” – prevede la collaborazione di diverse realtà che operano in sinergia tra loro per il bene del territorio e dell’ambiente, sono sicura che questa sia la strada da perseguire per auto-educarci siamo felici di avviare questo percorso che sarà da costruire insieme».

Gli impollinatori sono parte integrante di ogni ecosistema sano, senza di loro, si assisterebbe al declino e all’eventuale estinzione di molte specie vegetali e degli organismi che da loro dipendono, con gravi implicazioni ecologiche, sociali ed economiche. Le colture che dipendono dagli impollinatori si basano, in misura diversa, sull’impollinazione animale. Si stima che dal 5 all’8% dell’attuale produzione agricola mondiale sia direttamente attribuibile all’impollinazione animale.

Nella sola Unione Europea, circa l’84% delle specie coltivate e il 78% della flora selvatica dipendono, almeno in parte, dall’impollinazione animale. Una quota pari a fino quasi 15 miliardi di euro della produzione agricola annuale nell’UE è direttamente attribuibile agli insetti impollinatori.

La Convenzione sulla diversità biologica ha approvato le conclusioni della relazione e messo in risalto l’importanza degli impollinatori e dei servizi ecosistemici che essi forniscono per conseguire diversi obiettivi di sviluppo sostenibile tra quelli stabiliti dalle Nazioni Unite. L’UE nel 2018, con una comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo ha lanciato una iniziativa della UE a favore degli insetti impollinatori, individuando obiettivi strategici e azioni da avviare per affrontare il declino degli impollinatori nell’UE e contribuire agli sforzi mondiali in materia di conservazione.

Nel settembre 2021 l’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente ha pubblicato il Rapporto Piante e insetti impollinatori: un’alleanza per la biodiversità”, (qui il Rapporto) nel quale sono analizzati importanti aspetti del delicato rapporto pianta/insetto, entrando nel dettaglio dell’ambiente mediterraneo e trattando argomenti come l’appropriata gestione degli ecosistemi (compresi quelli urbani) per salvaguardare gli impollinatori e il ruolo dei prodotti dell’alveare, in primis il miele, in tutte le sue particolari e numerose tipologie.

Il Rapporto sottolinea come l’impollinazione animale è la base fondamentale dell’ecologia delle specie, del funzionamento degli ecosistemi e della conservazione degli habitat e dunque della generazione di una vasta gamma di contributi essenziali per l’uomo. Senza gli impollinatori molte piante non sarebbero in grado di riprodursi, causando una riduzione della diversità della vegetazione, privando molti animali di una fonte primaria di cibo e scatenando effetti a catena nell’alimentazione. Perderemmo anche molti frutti, semi e verdure dalla nostra dieta e molti altri alimenti e materiali importanti, come oli vegetali, cotone e lino, legna da ardere e da opera.

Lo spunto di partenza è l’importanza ambientale ed economica degli insetti impollinatori, come api, vespe, farfalle, coleotteri (oltre ad altri animali come ragni, uccelli e pure mammiferi) che provvedono alla impollinazione di oltre il 90% delle piante selvatiche e del 75% di quelle di interesse agrario. Una importanza che in termini economici è stata stimata in circa 153 miliardi di dollari a livello mondiale, di cui circa 26 nella sola Europa e circa 3 in Italia, e un valore della produzione agricola direttamente dipendente dall’impollinazione di che va dai 235 e 577 miliardi di dollari a livello globale.

Ma oggi molti di questi impollinatori, soprattutto insetti, sono in calo e alcuni anche in pericolo di estinzione, un allarme già lanciato anche dalla FAO, e preso in considerazione dall’Unione europea ad esempio con il Progetto Step, sullo stato degli impollinatori realizzato alcuni anni fa e anche a livello italiano con i progetti Apenet e BeeNet. Un declino dovuto a una serie di fattori, come riporta anche il Rapporto dell’Ispra, confermato dalla prima relazione mondiale sugli impollinatori pubblicata dalla Piattaforma intergovernativa di politica scientifica sulla biodiversità e sui servizi ecosistemi, e primo tra tutti la riduzione degli habitat adatti a questi insetti, che non permette loro di trovare le risorse alimentari necessarie e soprattutto le condizioni adeguate per nidificare.

Un fenomeno, quello della riduzione o della completa perdita di habitat dovuto principalmente all’uso del suolo sia dovuto alla agricoltura, con la riduzione di aree con vegetazione spontanea e alla pratica di monocolture o monosuccessioni estese, sia al consumo di suolo dovuto all’urbanizzazione.

Altri fattori che minacciano gli impollinatori sono l’uso scorretto o eccessivo di fitofarmaci, in particolare di insetticidi e di erbicidi, l’introduzione di specie aliene aggressive, come il calabrone asiatico o la formica argentina e anche la movimentazione di alveari in apicoltura, che può favorire la diffusione di parassiti e patogeni sia tra le api da miele stesse sia tra gli apoidei selvatici.

Infine un ruolo importante, anche se al momento non ancora ben compreso, può essere rivestito dai cambiamenti climatici, che possono far cambiare le caratteristiche ambientali e quindi la vegetazione di un territorio o possono sfasare i cicli biologici delle piante e degli impollinatori, ostacolando l’incontro tra pronubi e le piante visitate con conseguenti svantaggi reciproci.

Oltre al Rapporto ISPRA  alcuni dati si possono ottenere anche andando a vedere direttamente la Red list europea delle api, cioè degli insetti della famiglia degli apoidei, vediamo che risultano minacciate 1884 specie. Di queste sette sono a rischio critico di estinzione, 46 in pericolo, 24 vulnerabili, mentre le rimanenti specie sono considerate a un livello di minaccia più basso e c’è quantità di dati troppo bassa per poterne valutare lo stato e quindi devono essere tenute sotto osservazione.

Andando a vedere le Red list nazionali dell’Italia, sempre redatte dall’Iucn, nella Red list degli apoiedei risulta che delle circa mille specie presenti, ci sono dati per considerarne almeno 151 specie in declino, e tra queste 21 a rischio estinzione, di cui cinque in rischio critico, due sono in pericolo critico, dieci sono in pericolo, quattro vulnerabili e altre 13 sono prossime ad uno stato di minaccia.

L’Ispra quindi ha voluto puntare i riflettori su questa situazione, per poi approfondire vari aspetti del ruolo e dell’importanza degli impollinatori e non solo, mettendo in luce anche le strategie principali messe in campo, o da mettere in campo, per una seria azione di tutela: dalle linee guida del programma Farm to fork” per ridurre l’impatto dell’agricoltura sull’ambiente, alla riduzione e all’uso corretto dei fitofarmaci, dalle misure per promuovere la creazione di ambienti idonei a questi in campagna come in città, all’adozione di proposte specifiche per una PAC (Politica agricola Comune) per gli impollinatori.

Dopo la parte introduttiva dedicata appunto allo stato degli insetti pronubi in Europa, il rapporto presenta un lungo approfondimento sulla relazione tra le piante e gli insetti impollinatori, andando ad illustrare i fenomeni di coevoluzione e i processi di impollinazione delle specie vegetali e le piante di interesse nettarifero e pollinifero, compresa in allegato una scheda sulle principali essenze mediterranee visitate dagli insetti.

Addirittura una parte è dedicata all’apiterapia, cioè all’uso dei prodotti dell’alveare per la cura o la prevenzione di malattie umane e animali e una alle caratteristiche dei principali mieli italiani.

Alberto Speciale

(Scarica il rapporto Ispra “Piante e insetti impollinatori, un’alleanza per la biodiversità”)

 

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(Foto di reportorio: “Progetto Aperò” e “C’è più gusto con l’Ape” presso “Fondo Prognoi”, 2018-2019. Foto credit Alberto Speciale)

 

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