I gamberi nelle sorgenti della Madonnina   Aggiornato !


I gamberi d’acqua dolce nei fossi montoriesi

La presenza del gambero d’acqua dolce a Montorio è già descritta nel 1586 nel trattato “Le bellezze di Verona: nuovo ragionamento” di Adriano Valerini. Nel 1861 Pierpaolo Maritati riferisce della particolare bontà dei gamberi montoriesi.
Più volte sono stati visti nelle acque montoriesi. Nel 2014 un esemplare adulto è stato individuato nelle sorgenti vicino al laghetto Fontanon a Montorio.
Nonostante la non buona qualità delle immagini, nel filmato seguente, registrato nei giorni scorsi alle sorgenti della Madonnina, si intravvedono alcuni animaletti strisciare nel fango.

Nella prima parte del video sono presenti un esemplare adulto e un giovane gambero della dimensione di circa 2 centimetri, nella parte centrale un gambero adulto e nella parte finale due esemplari adulti.

AGGIORNAMENTO – 11 agosto 2022 – Nuovo video con immagini migliori

Il gambero d’acqua dolce (Austropotamobius pallipes italicus) è un piccolo crostaceo, appartenente alla famiglia degli Astacidi. Possiede 4 paia di zampe ed un paio di chele con cui cattura le prede. Il corpo è brunastro, giallo-rossastro e avvolto da un astuccio corneo che viene mutato anche più volte l’anno.
Diffuso in tutta Europa e in tutta Italia, isole escluse. La specie si è notevolmente rarefatta a causa dell’inquinamento e dell’alterazione delle acque, nonché per la persecuzione diretta da parte dell’uomo, essendo specie commestibile.
La maturità sessuale di norma viene raggiunta al terzo o quarto anno di vita, quando le femmine hanno raggiunto mediamente una lunghezza del carapace (porzione di esoscheletro che protegge il cefalotorace) pari a 20 mm.
Raramente l’individuo adulto supera i 12 cm di lunghezza totale ed i 90 g di peso. E’ particolarmente attivo di notte, mentre trascorre la maggior parte del giorno nascosto e per questo motivo è molto difficile da osservare e da studiare.
E’ onnivoro. Si nutre di insetti, lombrichi, molluschi, larve, piccoli pesci, animali morti, radici di piante acquatiche e anche detriti vegetali e animali di vario genere.
L’habitat naturale del gambero di fiume è rappresentato da fiumi e torrenti con acqua corrente e limpida e fondali coperti da ciottoli o limo, con temperatura non superiore ai 23°C.
ll gambero è predato da ratti e arvicole acquatiche ma anche da Salmonidi e anguille nel caso di individui giovani o in muta.
L’accoppiamento avviene nei mesi autunnali. I maschi “corteggiano” in modo piuttosto violento deponendo sull’addome della femmina dei “sacchetti” gelatinosi contenenti gli spermatozoi. Dopo 2-3 giorni le uova fecondate deposte dalla femmina aderiscono alle appendici addominali della madre, che le proteggerà per alcuni mesi (ciascuna femmina porta in media 200 uova, del diametro di circa 2 mm e dal colore bruno cupo). Durante questo periodo la femmina ventila e pulisce le uova, restando rintanata per evitare di essere preda di predatori.
Dopo circa 5-6 mesi, nascono le larve in avanzato stadio di sviluppo. Con proprie zampe si mantengono attaccate al ventre materno fino al completo sviluppo, che raggiungono in circa una settimana. A questo punto i giovani gamberi abbandonano la madre e iniziano una loro vita in autonomia, pur mantenendosi comunque, per i primi giorni, a pochi centimetri dalla madre, per avere rifugio in caso di pericolo.

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