Codice dell’Ambiente, avviata la riforma: schema legge delega entro il 30 settembre


Il Ministero dell’Ambiente si prepara ad una revisione del Testo unico dell’Ambiente, il D.lgs. n.152/2006. Una commissione di esperti appena nominata provvederà alla ricodificazione ed al riassetto delle normative in materia ambientale, da raccogliere in un unico, in coerenza con i nuovi articoli 9 e 41 della Costituzione


Il 20 febbraio il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha pubblicato il decreto interministeriale (firmato dal Ministro dell’Ambiente Pichetto e dal Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa Casellati) che nomina la nuova Commissione per la revisione del Codice dell’ambiente (D.Lgs 152/2006), insediatasi a inizio febbraio.

La nuova Commissione interministeriale di trentatré esperti, che opera a titolo completamente gratuito, è presieduta dal Professor Eugenio Picozza quale Presidente e dall’Avvocato Generale Pasquale Fimiani con funzioni di Copresidente. Vi prendono parte magistrati, giuristi, accademici, ingegneri, rappresentanti delle Forze Armate e di Polizia, rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale Italia Nostra, Legambiente e WWF.

Considerato, come spiega il decreto dei ministri Pichetto e Casellati, che il Codice dell’Ambiente “necessita di una profonda attività di revisione, anche alla luce delle recenti modifiche apportate alla Costituzione e dei principi euro-unitari e internazionali”, obiettivo della Commissione è arrivare entro il 30 settembre 2024 a uno schema di legge delega per il riassetto e la codificazione delle normative vigenti in materia ambientale, per “raccoglierle in un unico testo normativo”. La Commissione dovrà inoltre elaborare lo schema di uno o più decreti legislativi attuativi della legge delega, entro e non oltre il 30 giugno 2025. Il Ministero ha voluto individuare tempi più ampi per la predisposizione degli atti rispetto a quelli originariamente previsti, allo scopo di promuovere la partecipazione delle varie espressioni della società.

La nuova Commissione può dividersi in Sottocommissioni, si avvale di una Segreteria tecnica e può essere accompagnata nella propria attività da ulteriori trentotto figure esperte. Su aspetti specifici, potrà essere acquisito il parere della Commissione VIA-VAS, di ISPRA, del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari (CUFAA), del Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto (RAM) e della Guardia di Finanza. Se necessario, per favorire il più ampio ascolto, potranno essere invitati a partecipare alle sedute di lavoro istituzioni, stakeholder, associazioni di categoria, enti e società “in house” vigilati dal MASE.

Alberto Speciale

(foto di copertina credit Gianni Maistri)

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