Riforma del Terzo Settore: dalla CEI le nuove “linee guida” per Diocesi e Parrocchie per il 2026


Nuove indicazioni operative per enti ecclesiastici con misure fiscali in vigore dal 1° gennaio 2026. Un tavolo di esperti al lavoro da anni per accompagnare la transizione


La Chiesa italiana si prepara al grande appuntamento con la Riforma del Terzo Settore. La Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato nuove indicazioni operative destinate a Diocesi, parrocchie e enti ecclesiastici per affrontare le sfide normative che entreranno pienamente in vigore dal 1° gennaio 2026.

Un percorso di accompagnamento pluriennale. La CEI non è arrivata impreparata a questo cruciale passaggio. Già da tempo la Segreteria Generale, in collaborazione con CISM (Conferenza Italiana Superiori Maggiori) e USMI (Unione Superiore Maggiori d’Italia), ha costituito un tavolo di lavoro composto da esperti di diverse discipline per approfondire le complesse tematiche legate alla riforma. Il percorso di preparazione ha visto tappe fondamentali: nel 2022 sono stati pubblicati alcuni modelli di regolamento per la costituzione di “Rami” Terzo Settore e Impresa Sociale, mentre il 24 gennaio 2024 veniva presentata la nota “Enti ecclesiastici e Riforma del Terzo settore. Prime indicazioni operative”.

Le nuove scadenze europee. Il nuovo documento arriva in un momento decisivo. Il recente D.L. 17 giugno 2025, n. 84, facendo seguito alla Comfort letter della Commissione europea datata 7 marzo 2025, ha infatti stabilito che le più rilevanti misure fiscali della riforma entreranno in vigore il 1° gennaio 2026Questa tempistica rappresenta una svolta significativa per il mondo ecclesiastico, che dovrà adeguare le proprie strutture organizzative e amministrative ai nuovi parametri normativi europei e nazionali.

Un supporto mirato agli amministratori. Il documento pubblicato il 14 luglio 2025 si rivolge primariamente agli amministratori di Diocesi, parrocchie e enti ecclesiastici afferenti, fornendo loro strumenti concreti per navigare nella complessità della riforma. L’iniziativa testimonia l’attenzione della Chiesa italiana verso una transizione che non sia solo un adempimento burocratico, ma un’opportunità per riorganizzare e ottimizzare la propria presenza nel tessuto sociale, mantenendo la propria identità e missione.

Il documento della CEI rappresenta una guida indispensabile per accompagnare verso il 2026 tutti gli enti ecclesiastici che operano nel sociale, nella cultura e in altri settori rilevanti per la comunità. Fornirà le direttive necessarie per affrontare le sfide e le opportunità introdotte dalla Riforma, con le sue implicazioni fiscali e organizzative, garantendo conformità normativa e chiarezza gestionale.

La sfida è duplice: da un lato rispondere alle esigenze di trasparenza e efficienza richieste dalla riforma, dall’altro mantenere viva la specificità della missione ecclesiale nel servizio alla comunità.

Alberto Speciale

 

(Fonte: Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana)

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