Il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella seduta dello scorso 30 luglio, un decreto-legge [Edit 12/08/2025: pubblicato in G.U. n. 183 del 8 agosto 2025 il decreto legge 8 agosto 2025, n. 116, entrata in vigore 9 agosto 2025] che introduce disposizioni urgenti e straordinarie per il contrasto alle attività illecite in materia di reati ambientali, rifiuti, in particolare per l’abbandono incontrollato, e per la bonifica dell’area denominata Terra dei fuochi. Pene più severe per chi inquina e primi 15 milioni di euro per le bonifiche
A fronte della sentenza emanata dalla CEDU a inizio 2025, che ha condannato l’Italia a prendere provvedimenti sul danno ambientale dovuto alla Terra dei Fuochi entro 2 anni, anche il nostro Governo pare abbia iniziato a muoversi, in particolare sul fronte della persecuzione penale, un po’ meno su quello della prevenzione ambientale.
Il provvedimento prevede, tra le altre, “l’arresto anche in flagranza differita per i reati ambientali più gravi, come disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti. Vengono rafforzate le pene per l’abbandono e la gestione non autorizzata di rifiuti, con misure accessorie come la sospensione della patente, il fermo del veicolo e l’esclusione dall’Albo dei gestori ambientali per le imprese non in regola”.
Per contrastare l’abbandono di rifiuti da veicoli sarà possibile utilizzare anche immagini di videosorveglianza.
L’intervento principale riguarda la fattispecie dell’abbandono dei rifiuti, che è già contemplata nel Testo unico sull’ambiente (il D.Lgs. 152/2006), ma viene riorganizzata e strutturata su tre livelli progressivi di offesa, ai quali corrispondono sanzioni più severe di quelle in vigore.
Il provvedimento contiene inoltre una stretta per l’abbandono o il deposito di piccoli rifiuti sia quando avvengono fuori dalla strada, con o senza l’impiego di veicoli, sia quando a gettare qualcosa per terra (scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare, mozziconi dei prodotti da fumo) è un pedone. In questo caso è prevista una sanzione da 80 a 320 euro. In aggiunta, la nuova norma prevede che l’accertamento delle violazioni – a opera dei sindaci dei Comuni interessati – possa avvenire anche mediante il ricorso alle immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza, se presenti, fuori o dentro i centri abitati. E l’utilizzo di questo tipo di riprese consente di differire la contestazione.
Pene severe per la combustione illecita di rifiuti. La combustione di rifiuti non pericolosi è punita con la reclusione da tre a sei anni, quando:
a) dal fatto deriva pericolo per la vita o per la incolumità delle persone ovvero pericolo di compromissione o deterioramento:
1) delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo;
2) di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna;
b) il fatto è commesso in siti contaminati o potenzialmente contaminati o comunque sulle strade di accesso ai predetti siti e relative pertinenze.
La combustione di rifiuti pericolosi, quando ricorre taluno dei casi di cui al periodo che precede, è punita con la reclusione da tre anni e sei mesi a sette anni.
Il Decreto consente l’amministrazione giudiziaria delle aziende coinvolte in attività inquinanti, soprattutto se legate alla criminalità organizzata.
Sono stanziati 15 milioni di euro per il 2025 per la rimozione dei rifiuti e l’avvio delle attività di bonifica, che saranno successivamente integrati con ulteriori risorse per bonifiche e messa in sicurezza.
Il decreto afferma con forza che chi inquina paga (o perlomeno dovrebbe farlo) sempre che qualcuno se ne accorga, in tal senso permane ancora oggi l’assenza di misure a sostegno della prevenzione ed il nostro territorio ne è buon testimone. come ultimamente testimoniano le copiose denunce dei cittadini, a mezzo social ma non solo, di rifiuti abbandonati in aree del territorio.
Un avvertimento per gli abbandonatori seriali di immondizia: se il cestino raccolta rifiuti è colmo, la scelta di voler lasciare il proprio a terra costituisce abbandono.
Alberto Speciale
(Immagini utilizzate dalla pagina Fb Mi, ti e Montorio)

