Il decreto legge 116/2025 rivoluziona le sanzioni contro l’abbandono di rifiuti. Per i fumatori irresponsabili scattano multe salate e sospensione della patente, previsti nuovi controlli elettronici. L’emergenza ambientale dei 14 miliardi di cicche abbandonate ogni anno in Italia, un singolo mozzicone può diffondere, inquinando fino a 1.000 litri d’acqua
Dal 9 agosto 2025 è scattata una vera e propria stretta contro uno dei comportamenti più diffusi e sottovalutati di inquinamento ambientale: l’abbandono dei mozziconi di sigaretta. Il decreto legge 116/2025 ha introdotto sanzioni molto più severe, trasformando un gesto apparentemente innocuo in una violazione costosa che può arrivare fino alla sospensione della patente.
L’emergenza silenziosa dei mozziconi. Partiamo dai numeri. Dietro il nuovo rigore normativo si nasconde una realtà allarmante: in Italia vengono abbandonati nell’ambiente circa 14 miliardi di mozziconi ogni anno, rappresentando il 40% di tutti i rifiuti raccolti durante le operazioni di pulizia urbana. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo vengono gettati a terra circa 4,5 mila miliardi di mozziconi dispersi negli ecosistemi, pari a circa 770mila tonnellate di rifuto.
Non tutti sanno che il filtro della sigaretta è composto da acetato di cellulosa, ed impiega in media 10 anni a decomporsi. I mozziconi contengono oltre 4.000 sostanze chimiche, molte delle quali sono tossiche e cancerogene, compresi arsenico, formaldeide, ammoniaca, acido cianidrico, catrame, cadmio, piombo e nicotina. Queste tossine danneggiano gravemente gli ecosistemi marini. Un singolo mozzicone può diffondere, inquinando dai 500 ai 1.000 litri d’acqua.
In Italia, il 64% delle sigarette fumate in luoghi pubblici (parchi, giardini, piazze e strade) viene smaltito in modo improprio, abbandonando il rifiuto. Scambiati per cibo, vengono inghiottiti da uccelli, pesci, tartarughe e altri animali marini, che possono arrivare anche a morire a causa di avvelenamento da tossine o soffocamento. Da oltre 30 anni i mozziconi di sigaretta sono il rifiuto più comune al mondo: costituiscono fino al 90% dei rifiuti e spesso sono indicati come uno dei principali inquinanti di strade urbane e spiagge. Il 40% dei consumatori non è a conoscenza di una normativa specifica contro l’abbandono dei rifiuti di piccole dimensioni. (Fonte: Studio “L’abbandono dei mozziconi nell’ambiente. Strategie e soluzioni per evitarlo” realizzato per Erion Care dalla società di consulenza dss+ e presentato il 4 aprile 2022 a Roma in occasione dell’evento “Un sistema per combattere la dispersione dei mozziconi nell’ambiente”).
Quando un mozzicone diventa reato penale. Il legislatore ha chiarito che l’abbandono di mozziconi può configurare anche il reato di “getto di cose pericolose” se la condotta avviene in luoghi di pubblico transito. Non serve che si verifichi un danno effettivo: basta la potenzialità di causarlo. Il discrimine tra illecito amministrativo e reato può derivare dalla quantità di rifiuti abbandonati: se sono molti, la condotta può sconfinare nell’illecito penale.
Le nuove sanzioni che fanno male al portafoglio. Il decreto 116/2025 ha completamente rivisto l’approccio sanzionatorio, distinguendo chiaramente le competenze tra Codice della Strada e normativa ambientale. Per l’abbandono di mozziconi e rifiuti di piccolissime dimensioni (c.d. prodotti da fumo) sono previste due tipologie di sanzioni, (sanzioni penali e sospensione patente non scattano se si tratta di rifiuti di piccolissime dimensioni):
- sanzione base da 80 a 320 euro (art. 232 bis e ter TUA) quando l’abbandono avviene da parte di pedoni sulle strade o fuori dalle strade (in precedenza la multa era da 30 a 150 euro);
- sanzione pesante da 216 a 866 euro quando il getto avviene da veicoli in sosta o in movimento su strade e loro pertinenze, con l’applicazione dell’articolo 15, lett. f bis, del Codice della Strada.
Chiarimenti sul Decreto: Circolare n. 59513 del 10 settembre 2025. Il 10 settembre 2025 il Ministero dell’Interno ha pubblicato la Circolare n. 59513, che fornisce chiarimenti operativi sull’applicazione del DL 116/2025, con particolare attenzione ai rapporti con il Codice della Strada e all’uso della videosorveglianza. La Circolare ha evidenziato che la nuova formulazione dell’art. 15, comma 1, distingue due fattispecie specifiche:
- la lettera f) non disciplina più il deposito di rifiuti, ma sanziona l’imbrattamento o chi insudicia la strada con materiali non qualificabili come rifiuti, ad esempio vernici o liquidi fuoriusciti dai veicoli per guasti o rotture;
- la lettera f-bis) regola invece il getto di piccoli rifiuti (mozziconi di sigarette, scontrini, gomme da masticare, fazzoletti) da veicoli in sosta o in movimento. La norma trova applicazione solo al di fuori dei casi già previsti dagli artt. 255, 255-bis e 256 del Codice dell’Ambiente.
Quando l’abbandono di rifiuti avviene tramite veicolo, oltre alle pene principali del D.L. 116/2025, la Circolare conferma l’applicazione della sospensione della patente da 1 a 4 mesi in riferimento ai rifiuti non pericolosi (art. 255 del TUA) e da 2 a 6 mesi in riferimento ai non pericolosi che comportano rischi per salute e ambiente (art. 255-bis del TUA).
Un’ulteriore novità riguarda l’art. 201 del Codice della Strada, modificato con l’introduzione del comma 5-quater. Da settembre 2025 è infatti possibile utilizzare impianti di videosorveglianza installati su tutte le strade, comprese quelle urbane, per accertare il getto di piccoli rifiuti. L’accertamento può avvenire sia in diretta, con acquisizione immediata delle immagini, sia entro le 24 ore successive tramite registrazioni certificate con orario conforme all’UTC. Le immagini devono essere acquisite e conservate nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali e secondo le modalità stabilite da apposito decreto.
Un cambio di paradigma necessario. Le nuove sanzioni rappresentano un cambio di paradigma nell’approccio all’inquinamento da piccoli rifiuti. Per troppi anni l’abbandono di mozziconi è stato considerato un comportamento tollerabile, quasi normale. I numeri dell’inquinamento ambientale dimostrano invece che si tratta di una delle principali minacce agli ecosistemi urbani ed extraurbani.
Il messaggio del legislatore è chiaro: l’ambiente non è un posacenere gigante e chi continua a comportarsi come tale dovrà pagare il prezzo della propria inciviltà. Con 14 miliardi di mozziconi abbandonati ogni anno, l’Italia non può più permettersi di chiudere un occhio su questo fenomeno.
La responsabilità individuale per il bene collettivo. Esistono alternative semplici ed economiche come i posaceneri tascabili, che costano pochi euro e possono evitare sanzioni salate e danni ambientali. La scelta è nelle mani di ogni fumatore: continuare a inquinare rischiando multe fino a 866 euro e la sospensione della patente, oppure adottare comportamenti responsabili verso l’ambiente e la comunità.
Installazione nelle aree ad alta concentrazione di appositi raccoglitori. La normativa non prevede nessun obbligo specifico per le amministrazioni comunali di installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori per i mozziconi. Tuttavia, sarebbe auspicabile una misura che riconosce implicitamente la dimensione del problema e la necessità di offrire alternative concrete ai fumatori se non altro per evitare la classica risposta “dove lo butto (il mozzicone)?”. Il Comune e la nostra Circoscrizione se la sente di adottare ed installare tali raccoglitori?
In attesa di conoscere se il decreto verrà convertito e con quali eventuali modifiche, il generale inasprimento sanzionatorio, con trasformazione delle contravvenzioni in delitti (anche per i casi meno gravi per i quali era addirittura possibile accedere all’oblazione), appare come la misura ed il termometro di una società che non ha a cuore la protezione e difesa dell’ambiente, bene comune di tutti.
Alberto Speciale
Foto di copertina: parte dei mozziconi di sigaretta raccolti il 27 settembre a “Puliamo il mondo”

