Affluenza sempre più in calo rispetto alle Regionali precedenti. Urne chiuse, oggi alle ore 15 ha votato il 44,64%
Circa 11 milioni e mezzo di elettori sono chiamati domenica e lunedì a scegliere i governatori in Veneto, Campania e Puglia e i rispettivi Consigli regionali. Con queste tre Regioni si chiude un lungo turno elettorale che si è protratto per mesi e ha visto chiamati ai seggi anche i cittadini di Marche e Val d’Aosta (il 28 settembre), della Calabria (5 ottobre) e della Toscana (12 ottobre). Oggi alle 15, alla chiusura delle urne, si potranno trarre i bilanci nella sfida tra centrodestra e centrosinistra. Nel mentre c’è già un vincitore, l’astensionismo sempre più dilagante, un fenomeno che evidentemente la politica, pur leggendolo, non sa correggere.
Affluenza in calo in Veneto: in base ai dati disponibili forniti dal Viminale su Eligendo, nella Provincia di Verona alle ore 15 ha votato il 44,75% (era il 10,00% alle ore 12, il 29,00% alle ore 19 e il 33,74% alle 23) degli aventi diritto rispetto al 61,95% della precedente tornata elettorale del 2020. Per quanto riguarda il Comune di Verona i dati nelle tre fasce orarie di rilevamento (12-19-23-15) indicano i seguenti valori: 10,40% – 29,31% – 34,58% – 45,86 (60,05% nella precedente tornata regionale).
Il dato del Veneto certifica (mentre scrivo) un valore di partecipazione del 44,64%, era del 61,16% nel 2020. Il 55% dei Veneti non ha votato, e questa volta non si può certamente dare la colpa all’estate, un numero che misura la crescente disaffezione al voto.
Se può consolare, non è andatameglio nelle altre regioni, la Campania strappa un 41,83% di votanti mentre la Campania il 44,06%.
Nonostante le parole del capo dello Stato Sergio Mattarella, pronunciate lo scorso 13 novembre all’assemblea dell’Anci a Bologna, il “miracolo” dell’inversione astenionistica non si è verificato. Ecco le sue parole testuali: «È un momento di preoccupante flessione dell’esercizio del voto. Vorrei ripetere di fronte a voi che non possiamo accontentarci di una democrazia a bassa intensità. Questa carenza non potrebbe in alcun modo essere colmata da meccanismi tecnici, che potrebbero, in qualche caso, aggravarla: la rappresentatività è un’altra cosa».
Alberto Speciale

