La Regione investe 356mila euro per rafforzare la vigilanza sul RUNTS. Veneto Lavoro affiancherà l’Ufficio regionale nei controlli triennali obbligatori
Oltre 9.000 associazioni venete si preparano a una nuova era di trasparenza e controlli sistematici. Con la delibera regionale n. 1499 del 20 novembre 2025 (BUR n. 158 del 28 novembre), la Regione Veneto ha approvato un rafforzamento significativo delle attività di vigilanza sugli Enti del Terzo Settore (ETS), stanziando 356.534 euro per potenziare l’assistenza tecnica di Veneto Lavoro a supporto dell’Ufficio regionale del RUNTS.
Un esercito di volontariato da monitorare
I numeri sono eloquenti: dal 23 novembre 2021, data di avvio operativo del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore in Veneto, sono state registrate 3.298 nuove iscrizioni, cui si aggiungono 5.755 organizzazioni trasmigrate dai vecchi registri regionali. Il totale al 10 novembre 2025 conta 9.062 enti iscritti, con una media di 70 nuove iscrizioni al mese solo negli ultimi due anni.
Si tratta di un universo variegato che comprende 477 Organizzazioni di volontariato, 2.049 Associazioni di promozione sociale, 741 ETS generici, 29 Enti Filantropici e 2 Società di Mutuo Soccorso. Un patrimonio sociale immenso che movimenta risorse pubbliche e private per miliardi di euro e coinvolge centinaia di migliaia di volontari.
Il nuovo decreto ministeriale cambia le regole del gioco
La svolta arriva dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre, che introduce un sistema strutturato di vigilanza, controllo e monitoraggio sugli ETS. Non si tratta più di verifiche sporadiche o su segnalazione, ma di un meccanismo programmato e capillare.
I controlli si articoleranno su due livelli: quelli “ordinari”, previsti ogni tre anni per tutti gli enti iscritti a partire dall’anno successivo all’iscrizione, e quelli “straordinari”, attivabili in presenza di situazioni che richiedono approfondimenti immediati.
L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire una vigilanza uniforme su tutto il territorio nazionale e rafforzare la trasparenza nella gestione delle risorse destinate alle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
Veneto Lavoro in prima linea
Per gestire questa complessa macchina di controlli, la Regione Veneto ha scelto di rafforzare la collaborazione con Veneto Lavoro, l’ente strumentale regionale che già dal 2021 fornisce assistenza tecnica all’Ufficio regionale del RUNTS. Con l’addendum all’accordo in essere, Veneto Lavoro metterà a disposizione figure di elevata professionalità per supportare le attività di verifica.
Le competenze richieste spaziano dall’ambito tecnico-amministrativo a quello giuridico e contabile, necessarie per analizzare bilanci, verificare la coerenza tra attività dichiarate e finalità statutarie, controllare la permanenza dei requisiti di iscrizione.
Si tratta di un lavoro delicato che richiede preparazione specifica: dal novembre 2021 ad oggi, l’Ufficio regionale ha già gestito 14.658 istanze di variazione, verificato formalmente 22.245 bilanci e disposto 351 cancellazioni dal registro, sia su richiesta degli enti stessi sia per inadempimenti persistenti.
Un carico di lavoro in crescita esponenziale
Le nuove attività di vigilanza si aggiungono a quelle già in essere, moltiplicando il carico di lavoro dell’Ufficio regionale. Non si tratta solo di processare nuove domande di iscrizione o aggiornamenti anagrafici, ma di verificare periodicamente che ogni singolo ente rispetti gli obblighi previsti dalla legge.
Con quasi 9.100 enti da controllare nel giro di tre anni, significa gestire circa 3.000 controlli all’anno, oltre alle attività ordinarie di gestione del registro. Un’operazione che richiede personale qualificato, strumenti informatici adeguati e procedure standardizzate.
Trasparenza sì, ma con quali effetti?
L’introduzione di controlli sistematici rappresenta indubbiamente un passo avanti verso una maggiore responsabilizzazione del Terzo Settore veneto. Da un lato garantisce che le risorse pubbliche e private vengano effettivamente utilizzate per le finalità dichiarate, proteggendo la credibilità dell’intero comparto.
Dall’altro lato, però, c’è chi teme che l’aumento degli adempimenti burocratici possa appesantire soprattutto le piccole associazioni di volontariato, quelle che operano con risorse minime e personale completamente volontario. La sfida sarà calibrare i controlli in modo proporzionato alle dimensioni e alla complessità degli enti.
Un investimento sulla legalità
I 356.534 euro stanziati dalla Regione provengono dai trasferimenti ministeriali destinati al funzionamento del RUNTS e saranno impiegati nel corso del 2026 per avviare concretamente il nuovo sistema di vigilanza. La riforma del 2016 ha riconosciuto il valore sociale delle attività di interesse generale senza scopo di lucro, ma questo riconoscimento comporta anche una maggiore responsabilità nella gestione e nella rendicontazione.
Verso un nuovo modello di Terzo Settore
L’avvio dei controlli programmati segna probabilmente l’inizio di una nuova fase per il volontariato e l’associazionismo veneto. Una fase in cui trasparenza, accountability e professionalizzazione diventano requisiti imprescindibili per operare nel settore. In questo senso il ruolo dei Centri di Servizio per il Volontariato, come il CSV Verona, assumerà sempre più un’importanza centrale per le associazioni
Il Ministero metterà a disposizione un portale informatico dedicato che interagirà con il RUNTS, semplificando le procedure di controllo e garantendo uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale.
Per le migliaia di associazioni venete che operano quotidianamente sul territorio – dall’assistenza agli anziani alla tutela ambientale, dalla cultura allo sport sociale – si apre una stagione di maggiori garanzie ma anche di maggiori responsabilità. L’obiettivo finale resta quello di consolidare un Terzo Settore credibile, trasparente e sempre più centrale nelle politiche di welfare regionale e nazionale.
Alberto Speciale

