
Il Rapporto Acque 2024 rappresenta una vera e propria “cartella clinica” annuale dei fiumi e dei laghi del Veneto. Attraverso migliaia di campionamenti effettuati dall’ARPAV, questo documento analizza la presenza di sostanze inquinanti (come PFAS, metalli e pesticidi) e valuta la salute degli ecosistemi osservando la vita di piante, pesci e piccoli organismi acquatici.
La sua funzione è duplice: da un lato, fornisce alle istituzioni la base scientifica per pianificare bonifiche e interventi di tutela ambientale; dall’altro, garantisce ai cittadini il diritto alla trasparenza, informandoli sulla qualità della risorsa idrica nel proprio territorio. In un periodo di forti cambiamenti climatici, il rapporto è la bussola fondamentale per proteggere la biodiversità e assicurare che l’acqua resti un bene sicuro per le generazioni future.
Inquadramento generale
Il rapporto 2024 ci racconta una situazione a due velocità: molte acque sono in buone condizioni, soprattutto in montagna, ma restano problemi importanti nelle zone di pianura.
Dove l’acqua sta meglio
I risultati migliori si registrano nei torrenti e nei fiumi delle aree montane e collinari, dove l’ambiente è meno urbanizzato e agricolo. Qui l’acqua è più pulita, ben ossigenata e ospita ecosistemi sani.
Nel 2024, su 385 stazioni monitorate in Veneto:
-
solo il 66% è risultato in buono stato chimico;
-
120 corpi idrici sono risultati in stato chimico non buono,
-
le cause principali sono state:
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128 superamenti di PFOS,
-
superamenti di pesticidi e, in pochi casi, nichel biodisponibile.
-
Verona è tra le province con il maggior numero di non conformità.
Dove ci sono più problemi
Le criticità maggiori si trovano nei bacini di pianura, in particolare nelle province di Padova, Venezia, Verona e Rovigo. In queste aree pesano:
- l’agricoltura intensiva,
- la forte urbanizzazione,
- l’uso di fitofarmaci,
- l’inquinamento storico da PFAS.
Nutrienti e “acqua troppo ricca”
Circa un fiume su due presenta un eccesso di nutrienti (azoto e fosforo).
Questo fenomeno, chiamato eutrofizzazione, può ridurre l’ossigeno nell’acqua e danneggiare piante e animali acquatici.
Fitofarmaci: attenzione dopo le piogge
Nel 2024, anno particolarmente piovoso, sono aumentati i superamenti dei limiti per i fitofarmaci.
La pioggia intensa può infatti trascinare le sostanze usate nei campi agricoli nei corsi d’acqua.
Le sostanze più spesso rilevate sono legate all’uso agricolo, anche sotto forma di residui e metaboliti.
PFAS: un problema ancora presente
Per quanto riguarda la qualità chimica, due terzi dei fiumi sono in buono stato.
Il restante terzo risulta critico soprattutto per la presenza di PFOS, una sostanza appartenente ai PFAS.
Le concentrazioni più alte si trovano nei bacini Bacchiglione e Fratta Gorzone, in aree già note per l’inquinamento delle falde.
Laghi: quadro in generale positivo
La maggior parte dei laghi veneti mostra uno stato buono o elevato.
Alcuni laghi, però, come Frassino, Revine, Santa Croce e parte del Garda, presentano ancora problemi legati a:
- eccesso di nutrienti,
- bassa trasparenza dell’acqua,
- carenza di ossigeno in profondità.
Perché questi controlli sono importanti
Il monitoraggio serve a:
- proteggere la salute delle persone,
- tutelare l’ambiente e la biodiversità,
- programmare interventi per migliorare la qualità dell’acqua.
I dati del 2024 contribuiranno a definire le azioni future della Regione Veneto, con l’obiettivo di rendere fiumi e laghi più puliti e resilienti nei prossimi anni.
Focus sugli affluenti del fiume Adige
Il fiume Adige e i suoi numerosi affluenti rappresentano una risorsa ambientale fondamentale per la provincia di Verona.
Il rapporto evidenzia che molti affluenti dell’Adige in provincia di Verona mostrano problemi legati all’eccesso di nutrienti (azoto e fosforo), che possono causare eutrofizzazione e riduzione dell’ossigeno nell’acqua.
Tra i corsi d’acqua che presentano le condizioni più critiche per lo stato trofico (nutrienti e ossigenazione) figurano:
- Scolo Fortezza
- Scolo Focchiara
Entrambi appartengono al sistema Fissero–Tartaro–Canalbianco, collegato al bacino dell’Adige, e nel 2024 hanno registrato livelli di qualità “cattivi”, tra i più bassi dell’intero territorio regionale.
Fitofarmaci: la vera emergenza regionale
Nel 2024 la provincia di Verona è risultata una delle più interessate dai superamenti degli standard di qualità per i fitofarmaci.
Questi superamenti riguardano soprattutto canali e affluenti di pianura collegati all’Adige e sono legati:
- all’uso agricolo delle sostanze,
- al dilavamento dei terreni durante le piogge abbondanti.
Le sostanze più frequentemente rilevate sono erbicidi e loro metaboliti, come AMPA (è uno dei contaminanti più frequentemente riscontrati nei fiumi italiani, derivato del glifosate) e Metolachlor ESA (un prodotto della degradazione chimica del Metolachlor, un erbicida ampiamente utilizzato in agricoltura).
I fitofarmaci rappresentano il gruppo di inquinanti con il maggior numero di superamenti degli standard in tutto il Veneto.
Conseguenze ecologiche attese
La presenza di fitofarmaci nei corsi d’acqua può avere diverse conseguenze per l’ecosistema:
Macroinvertebrati
Molti fitofarmaci agiscono su organismi viventi e possono causare:
-
mortalità diretta di specie sensibili (es. larve di insetti acquatici),
-
alterazioni nella composizione delle comunità biologiche,
-
diminuzione della biodiversità. Rapporto Ambiente
Fauna ittica
Residui persistenti possono accumularsi nella catena trofica, con possibili effetti cronici su:
-
crescita,
-
riproduzione,
-
comportamento dei pesci.
Qualità morfologica degli affluenti dell’Agide
Dal punto di vista della qualità morfologica, molti affluenti dell’Adige mostrano segni di alterazione:
- arginature artificiali,
- rettificazioni dell’alveo,
- ridotta naturalità delle sponde.
Questi fattori incidono negativamente sulla biodiversità e sulla capacità del fiume di autoregolarsi durante eventi di piena o siccità.
I controlli nel nostro territorio
Il Rapporto Arpav 2024 contiene la tabella con l’anagrafica della rete di monitoraggio 2024, con codice, localizzazione dei punti di monitoraggio, numero di campioni previsti e corpo idrico di riferimento.
Per quanto riguarda il nostro territorio i punti di analisi più significativi riguardano i seguenti corsi d’acqua:
- Fossa Zenobria (Cod. 883_10) – Punto di prelievo (Staz. 1118) San Martino Buon Albergo in località “Il Cavallo” (4 prelievi annui)
- Tipo di controllo: AC – ACmet – PEST – GLIFO
- Progno di Valpantena (Cod. 1114_10) – Punto di prelievo (Staz. 1143) Verona in località “Le Basse” (4 prelievi annui – numero campioni non eseguiti per impossibilità tecnica 1)
- Tipo di controllo: AC – ACmet – DOC – MICRO
- Fossa Rosella (Cod. 882_10) – Punto di prelievo (Staz. 1137) San Martino Buon Albergo a 500 metri a monte di località “Case Nuove” (4 prelievi annui)
- Tipo di controllo: AC – ACmet – DOC – MICRO – PEST – GLIFO
- Fibbio n. 2 diversi punti di prelievo
Il corso d’acqua del Fibbio è suddiviso in due tratti principali (corpi idrici), ognuno con punti di osservazione specifici:
- Tratto Superiore (Cod. 134_10): dalla sorgente fino allo scarico del depuratore di San Martino Buon Albergo. Questo tratto è classificato come “Naturale”.
- Punto di prelievo (Staz. 3107) San Martino Buon Albergo in località Ferrazze (4 prelievi annui)
- Tipo di controllo: AC – ACmet
- Tratto Inferiore (Cod. 134_15): dallo scarico del depuratore di San Martino Buon Albergo fino alla confluenza nel canale S.A.V.A..
- Punto di prelievo Zevio (Staz. 1118) in località Ponte di via Maccagnina (4 prelievi annui – numero campioni non eseguiti per impossibilità tecnica 1)
- Tipo di controllo: AC – ACmet – MICRO – PEST – PFAS
Pannelli analitici e sostanze di controllo
AC – Parametri chimici e chimico-fisici di base, parametri microbiologici – Origine antropica, naturale
Alcalinità, Azoto ammoniacale (N-NH4), Azoto nitrico (N-NO3), Azoto nitroso (N-NO2), Azoto totale (N), BOD5, Cloruri, Conducibilità elettrica, Durezza Totale (CaCO3), Enterococchi, Escherichia coli, Fosforo da ortofosfato (P-PO4), Fosforo totale (P), Ossigeno disciolto, pH, Silice (SiO2), Solfati (SO4), Solidi sospesi totali, Temp. Acqua, Trasparenza.
ACmet – Metalli disciolti. Per il mercurio, dal 2012 è attivo un monitoraggio d’indagine a maggiore risoluzione (HGAR) – Origine antropica, naturale
Arsenico (d), Cadmio (d), Cromo (d), Mercurio (d), Nichel (d), Piombo (d), Rame (d), Zinco (d), Calcio, Magnesio, Potassio, Sodio
DOC – Parametro per la valutazione della frazione biodisponibile di Nichel e Piombo – Controlli attivati nelle stazioni qualora sia stata misurata almeno una concentrazione di Nichel disciolto e Piombo disciolto superiore allo
standard medio previsto dalla legge
Carbonio organico disciolto
MICRO – Microinquinanti organici volatili, semivolatili o aromatici – Origine Antropica (attività industriale,
dilavamento delle superfici impermeabili urbane)
Esaclorobenzene (HCB), Pentaclorobenzene, 1,1,1 Tricloroetano, 1,2 Diclorobenzene, 1,2 Dicloroetano, 1,2,3 Triclorobenzene, 1,2,4 Triclorobenzene, 1,3 Diclorobenzene, 1,3,5 Triclorobenzene, 1,4 Diclorobenzene, 2-Clorotoluene 3-Clorotoluene, 4-Clorotoluene, Clorobenzene, Cloroformio (CHCL3), Cloruro di vinile, Diclorometano, Esaclorobutadiene (HCBD), Tetracloroetilene, Tetracloruro di carbonio, Tricloroetilene (Trielina), Benzene, Toluene, Xilene (o+m+p)
PEST – Insetticidi, erbicidi e altri biocidi – Origine Antropica generalmente riconducibile al dilavamento delle
superfici agricole (Controlli per corpi idrici a rischio per pressioni diffuse)
2,4 – D, 4-4′ DDT, Acetamiprid, Acetochlor, Acido 2,4,5- triclorofenossiacetico, Aclonifen, Alachlor, Aldrin, Atrazina,
Azinfos-Metile, Azoxystrobin, Bentazone, Bifenox, Boscalid, Chlorpiriphos, Chlorpiriphos metile, Cibutrina, Clomazone, Clorfenvinfos, Cloridazon, Cyprodinil, Desetilatrazina, Desetilterbutilazina, Desisopropilatrazina, Dicamba, Dichlorvos, Dieldrin, Difenoconazolo, Dimetenamide, Dimetoato, Dimetomorf, Diuron, Endosulfan (somma isomeri alfa e beta),Endrin, Eptacloro, Eptacloro epossido, Eptacloro+Eptacloro epossido, Esaclorocicloesano (isomeri), Etofumesate, Fenhexamid, Fludioxonil, Flufenacet, Fluopicolide, Imidacloprid, Iprovalicarb, Isodrin, Isoproturon, Lenacil, Linuron, Mcpa, Mecoprop, Metalaxil e Metalaxil-M, Metamitron, Metazaclor, Metolachlor, Metolachlor ESA, Metossifenozide, Metribuzina, Molinate, Nicosulfuron, Oxadiazon, Penconazolo, Pendimetalin, Propamocarb, Propanil, Propiconazolo, Propizamide, Pyrimethanil, Quinoxyfen,
Quizalopof-etile, Rimsulfuron, Simazina, Spiroxamina, Tebuconazole, Tebufenozide, Terbutilazina, Terbutrina,
Tetraconazole, Tiacloprid, Tiofanate-metil, Trifluralin.
GLIFO – Diserbante – Origine Antropica riconducibile alla gestione del verde urbano e del diserbo in agricoltura
Glifosate, AMPA (un metabolita del glifosate) e Glufosinate di Ammonio). La metodica analitica, attualmente in uso, per la ricerca del Glifosate risulta complessa e gravosa e non permette un monitoraggio esteso in tutti i corpi idrici della regione (Controllo in sottoinsieme di stazioni selezionate sulla base del rischio e/o del tipo
di controllo con frequenza variabile. Il monitoraggio è iniziato nell’anno 2015).
PFAS – Sostanze alchiliche perfluorate – Origine antropica (Controlli in Stazioni con pressioni significative, o
nell’ambito di monitoraggi d’indagine)
PFBA (PerfluoroButyric Acid), PFBS (PerfluoroButane Sulfonate), PFDeA (PerfluoroDecanoic Acid), PFDoA (PerfluoroDodecanoic Acid), PFDS (PerfluoroDecane Sulfonate), PFHpA (PerfluoroHeptanoic Acid), PFHxA (PerfluoroHexanoic Acid), PFHxS (PerfluoroHexane Sulfonate), PFNA (PerfluoroNonanoic Acid), PFNS (PerfluoroNonane Sulfonate), PFOA (PerfluoroOctanoic Acid) isomero lineare, PFOA (PerfluoroOctanoic Acid) ramificato, PFOS (PerfluoroOctane Sulfonat) isomero lineare, PFOS (PerfluoroOctane Sulfonat) ramificato, PFPeA (PerfluoroPentanoic Acid), PFPeS (PerfluoroPentane Sulfonate), PFUnA (PerfluoroUndecanoic Acid).
Lo stato delle acque del fiume Fibbio
Il Fibbio presenta una situazione completamente diversa tra la prima parte del corso d’acqua e la seconda parte dopo il depuratore e fino all’immissione nel canale Sava.
Nei tratti più a monte, meno antropizzati, il Fibbio mostra condizioni ambientali generalmente migliori, con una discreta ossigenazione e una maggiore naturalità dell’alveo.
Scendendo verso valle, la qualità dell’acqua tende a peggiorare, come accade per molti corsi d’acqua della pianura veronese.
Criteri di classificazione dello stato chimico
Lo stato chimico è definito in base al rispetto degli Standard di Qualità Ambientale (SQA) per le sostanze prioritarie (P), pericolose prioritarie (PP) e altre sostanze inquinanti.
Se anche una sola sostanza supera lo SQA, il corpo idrico non consegue il “buono stato chimico” .
Superamento di PFOS nel Fibbio
Nel 2024 il Torrente Fibbio – stazione di Zevio – ha registrato il seguente superamento:
Sostanza: PFOS isomeri lineari e ramificati
Tipo SQA: MA
SQA-MA (µg/L): 0,00065
Valore misurato (µg/L): 0,0009
Questo valore è superiore allo standard medio annuo, determinando quindi una non conformità chimica.
Nota: il report indica che il superamento “non concorre alla classificazione”, ma ai fini normativi il superamento di PFOS resta un elemento di criticità chimica rilevante,
Ciò comporta che il corpo idrico non soddisfa pienamente i requisiti di “buono stato chimico” secondo i criteri della Direttiva Quadro Acque.
Giudizio
Stato chimico del Torrente Fibbio (2024): NON BUONO
La presenza di PFOS, seppur con valori prossimi al limite, segnala una contaminazione persistente da sostanze perfluoroalchiliche, tipica del bacino dell’Adige e dell’area veronese orientale, che continua a rappresentare uno dei principali ostacoli al raggiungimento degli obiettivi ambientali europei.
Valutazione dello Stato Ecologico
Come si valuta lo stato ecologico
Lo stato ecologico dei corsi d’acqua viene definito integrando:
-
parametri chimico-fisici (indice LIMeco misura la concentrazione di nutrienti e ossigeno),
-
inquinanti specifici (tra cui fitofarmaci),
-
Elementi di Qualità Biologica – EQB:
-
macroinvertebrati – La scarsa biodiversità di insetti, crostacei e larve sul fondo indica una sofferenza cronica dovuta a inquinamento e modificazioni dell’alveo;
-
macrofite piante acquatiche – La vegetazione acquatica riflette un ambiente influenzato da carichi organici;
-
diatomee alghe unicellulari – Alghe sentinelle, fondamentali bioindicatori utilizzati per valutare lo stato ecologico;
-
fauna ittica;
-
-
condizioni idromorfologiche.
Elementi di Qualità Biologica (EQB)
Nel bacino dell’Adige nel 2024 sono stati monitorati macroinvertebrati, macrofite e diatomee.
Per i corpi idrici minori afferenti al Fibbio (come Fossa Gardesana e Antanello) i risultati biologici sono spesso:
-
Sufficiente o Scarso per macroinvertebrati e macrofite,
-
Sufficiente per diatomee
Questo quadro biologico di area indica che i corsi d’acqua della fascia di pianura veronese, compreso il Fibbio, sono sensibili alle pressioni chimiche e idromorfologiche.
Valutazione complessiva dello stato ecologico del Fibbio 2024
Alla luce dei dati disponibili, il Torrente Fibbio (corpo idrico 134_15 – Tratto dal depuratore di San Martino all’immisione nella Sava) presenta:
Parametri chimico-fisici: influenzati da forte piovosità e dilavamento
Inquinanti specifici (fitofarmaci): forte pressione a scala regionale
Stato chimico: Non buono per superamento PFOS
Elementi di Qualità Biologica – EQB nel bacino: prevalenza di classi Sufficiente / Scarso
Stato ecologico complessivo: Sufficiente
Giudizio finale
Nel 2024 il Torrente Fibbio si colloca in uno stato ecologico “Sufficiente”, con criticità legate soprattutto a:
-
contaminazione da sostanze persistenti (PFOS),
-
pressione diffusa da fitofarmaci,
-
vulnerabilità biologica tipica dei corsi d’acqua di pianura.
Il corpo idrico non raggiunge l’obiettivo di “buono stato” previsto dalla Direttiva Quadro Acque, rendendo necessari interventi di prevenzione e riduzione delle pressioni agricole e chimiche nel bacino.
Analisi delle Criticità
Il report evidenzia tre fattori principali che impediscono al Fibbio di raggiungere il “buon stato”:
- Pressione Antropica: L’area di Montorio e San Martino Buon Albergo è densamente popolata; gli scarichi civili (anche se depurati) e gli sfioratori di piena immettono sostanze organiche.
- Inquinamento Storico e Persistente: La presenza di PFAS è un’eredità ambientale complessa da gestire che impatta non solo l’acqua ma anche la fauna ittica (bioaccumulo).
- Alterazioni Morfologiche: La canalizzazione e la perdita di sponde naturali riducono la capacità di autodepurazione del fiume.
Conclusioni e Raccomandazioni
Per portare il Fibbio verso uno stato “Buono”, il rapporto suggerisce la necessità di:
- Monitoraggio rigoroso degli scarichi industriali e civili nel bacino di risorgiva.
- Interventi di riqualificazione morfologica (creazione di fasce tampone vegetate) per migliorare l’indice dei macroinvertebrati.
- Azioni di bonifica e contenimento per le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) a monte.
Nota per i cittadini: Nonostante le criticità chimiche, il Fibbio resta un corridoio ecologico fondamentale. La protezione delle sue acque dipende anche da piccoli gesti quotidiani, come il corretto smaltimento dei rifiuti domestici e la segnalazione di scarichi abusivi alle autorità competenti (ARPAV o Carabinieri Forestali).
La serie statistica dell’indicatore LIMeco per i corsi d’acqua nel nostro territorio
Il LIMeco (Livello di Inquinamento da Macrodescrittori per lo stato ecologico) è un indice sintetico introdotto dal D.M. 260/2010 per valutare la qualità dei corsi d’acqua, basato su nutrienti e ossigenazione. I quattro macrodescrittori sono: ossigeno disciolto (% saturazione), azoto ammoniacale, azoto nitrico e fosforo totale.
(L’indice LIMeco si classifica in: Elevato, Buono, Sufficiente, Scarso, Cattivo)
Dati 2024
Fibbio Ferrazze – Buono
Fibbio Zevio – Sufficiente
Zenobria – Buono
Progno Valpantena – Buono
Rosella – Sufficiente
Andamento negli anni
Fibbio Ferrazze – 2017 – 2024
Fibbio Zevio – 2010 – 2011 – 2012 – 2013 – 2014 – 2015 – 2016 – 2017 – 2018 – 2019 – 2021 – 2022 – 2024
Zenobria – 2013 – 2014 – 2018 – 2019 – 2020 – 2021 – 2022 – 2023 – 2024
Progno Valpantena – 2014 – 2015 – 2016 – 2017 – 2018 – 2019 – 2020 – 2021 – 2024
Rosella – 2014 – 2015 – 2016 – 2017 – 2018 – 2019 – 2020 – 2021 – 2022 – 2023 – 2024
Le criticità sulla fossa Rosella
Rosella
Stato chimico – sostanze responsabili dei superamenti
Nel 2024 la Fossa Rosella presenta superamenti degli Standard di Qualità Ambientale per diverse sostanze, in particolare fitofarmaci e metaboliti.
Principali sostanze con superamento
AMPA Metabolita del glifosate 0,1 SQA-MA (µg/L) Superamento
Pesticidi totali Somma dei fitofarmaci 0,1 (µg/L) Superamento
Rossella – Valutazione finale dello stato ecologico 2024
Stato chimico: Non buono (AMPA – pesticidi totali)
LIMeco: Sufficiente
EQB (biologia): Sufficiente
Stato ecologico complessivo: Sufficiente
Fonte dati: ARPAV – Rapporto Tecnico “Stato delle Acque Superficiali del Veneto – Anno 2024”.

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