Attività motoria e Parkinson: a Mizzole un approccio che fa muovere il futuro


In una società che invecchia rapidamente, l’attenzione verso malattie neurodegenerative come il Parkinson cresce di pari passo con il numero di persone che ogni anno ricevono una diagnosi. Tra queste, l’attività motoria emerge non più come un semplice complemento, ma come un elemento centralissimo nella gestione quotidiana della malattia, aiutando i pazienti a mantenere mobilità, autonomia e qualità della vita.

A Mizzole, un progetto innovativo sta portando l’attività motoria preventiva e adattata al centro dell’attenzione per le persone con malattia di Parkinson. La promotrice di questa iniziativa è la Dott.ssa Federica Bombieri, specialista in scienze motorie preventive e adattate con esperienza universitaria e clinica di oltre 15 anni nel campo dei disturbi del movimento, in particolare del Parkinson.

Il Parkinson, seconda malattia neurodegenerativa più diffusa dopo l’Alzheimer, è caratterizzato da sintomi motori come tremore, rigidità e lentezza nei movimenti, oltre a un’ampia gamma di sintomi non motori che possono compromettere l’equilibrio, il sonno e l’umore. (Fonte: Wikipedia)

In questo contesto, l’attività fisica non è una “cura” nel senso tradizionale, ma rappresenta uno strumento terapeutico non farmacologico che contribuisce a contrastare gli effetti della malattia. Numerosi studi sottolineano come esercizi mirati, continuativi e ben strutturati possano migliorare equilibrio, flessibilità, forza muscolare e anche funzioni cognitive, favorendo un migliore controllo motorio e una maggiore autonomia nella vita quotidiana. (Fonte: Parkinson’s Foundation+1)

Un metodo personalizzato per convivere col Parkinson

L’approccio promosso da Bombieri non punta al semplice “muoversi”, ma a insegnare a convivere con la malattia attraverso il movimento. Le attività si svolgono in gruppi o individualmente, in un ambiente non sanitario, con esercizi che integrano stimoli motori e cognitivi. La filosofia alla base è chiara: non bastano cicli di sedute occasionali; servono continuità e variabilità di stimoli per stimolare cervello e corpo e creare un’esperienza efficace e coinvolgente nel tempo. attivitamotoriaparkinson.it

A differenza di un semplice corso di ginnastica, il percorso offerto a Mizzole cerca di includere i familiari, favorendo così una rete di supporto e condivisione. Chi partecipa alle sessioni impara non solo esercizi specifici, ma anche strategie per gestire i propri sintomi nella vita di tutti i giorni, consolidando un rapporto attivo con il proprio corpo e i propri limiti.

Per maggiori informazioni: attivitamotoriaparkinson.it


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