
Si è conclusa attorno alle 11.30 del 23 dicembre 2025 la prima riunione di Giunta presieduta da Alberto Stefani. Al primo punto dell’ordine del giorno, una delibera recante Determinazioni urgenti in merito all’adesione ai Regolamenti (UE) n. 1913/2025 e n. 1914/2025 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18/09/2025 che modificano i Regolamenti (UE) n. 1057/2021 (Fondo Sociale Europeo plus) e n. 1058/2021 (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) per quanto riguarda misure specifiche per affrontare le sfide strategiche nel contesto del riesame intermedio della politica di coesione nei Programmi Regionali FESR e FSE+ 2021-2027.
“La riprogrammazione dei fondi comunitari approvata oggi all’unanimità – spiega il Presidente Alberto Stefani – ci consente di impegnare subito importanti risorse per obiettivi strategici, individuati nel nostro programma elettorale, con due vantaggi ulteriori: la quota del cofinanziamento europeo passa dal 40 al 50% e la Regione avrà un anno in più per portare a termine i lavori – sottolinea – Si tratta di 50 milioni di euro per il piano casa e 28 per interventi di resilienza idrica”.
“La riprogrammazione ci consente anche di promuovere l’accesso sicuro all’acqua, la sua gestione sostenibile e proseguire nell’opera di messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni – dichiara Alberto Stefani – Fra i possibili progetti da finanziare secondo la nuova priorità nel PR Veneto FESR abbiamo individuato, in particolare, quelli per la riduzione del rischio idrogeologico, che saranno valutati in concerto con l’assessorato all’Ambiente, secondo dei criteri stabiliti: l’avanzata cantierabilità dei potenziali nuovi interventi e la coerenza generale dei PR in una fase piuttosto avanzata dell’attuazione – sottolinea il Presidente – Alle risorse già citate si aggiungono 5 milioni per sostenere investimenti che contribuiscono agli obiettivi della piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa e ad affrontare la carenza di manodopera e competenze, per posti di lavoro di qualità, legati a queste tecnologie”.
Fonte informazioni: Regione Veneto – Comunicato stampa 1934 del 23 dicembre 2025
Ricordiamo quanto indicato dalla 2^ Variante al piano stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico del fiume Adige approvato con DPCM 27 aprile 2006. Misure di salvaguardia e prescrizioni a regime.
“Come mostrato dalle simulazioni con modello matematico, l’alveo del torrente Squaranto a valle di Pigozzo non è
sufficientemente ampio per far transitare le piene senza esondazioni. Oltre a questo non bisogna dimenticare la forte pensilità dell’alveo rispetto alla campagna circostante, che rende il torrente particolarmente pericoloso in caso di rotta arginale”.
Nella figura seguente (contenuta nella “Relazione tecnica” della “2^ Variante” sopra citata) è riportata una prima ipotesi approssimativa di localizzazione di una cassa di espansione del torrente Squaranto in prossimità dell’abitato di Pigozzo, dove hanno inizio le esondazioni evidenziate dal modello matematico.
La superficie individuata è pari a circa 20 ettari che potrebbero fornire, con tirante medio di 3 m, un volume di circa 600 mila mc. La soluzione potrebbe essere integrata con ulteriori volumi a valle per ridurre ulteriormente la pericolosità.

La realizzazione del bacino di laminazione presenta forti criticità causa morfologia e individuazione di aree adeguate e al momento non è previsto nessun finanziamento.
Una soluzione alternativa potrebbe essere la progettazione di un sistema di laminazione diffusa recuperando gli antichi sfioratori.
Per chi non sapesse o si fosse dimenticato ciò che è successo il 16 maggio 2013 e quante altre esondazioni hanno visto come protagonista il torrente Squaranto e il fiume Fibbio, ecco il link con tutto il materiale raccolto riguardante le esondazioni del torrente Squaranto:
www.montorioveronese.it/esondazione
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