
Il Consiglio di Circoscrizione 8^ ha bocciato la richiesta di modifica del divieto esistente dal 1992 in via Lanificio e in via Segheria.
Di seguito il verbale delle commissioni riunite tre e quattro della Circoscrizione letto in Consiglio di Circoscrizione e il riassunto della discussione che si è sviluppata per l’analisi della richiesta di modifica del divieto.
Verbale delle Commissioni tre e quattro riunite (letto dai consiglieri – coordinatori delle commissioni Lodola e Muratore)
Il parere viene chiesto con documento di protocollo 12.997/2026 del 13 gennaio, emesso contestualmente all’ordinanza dirigenziale numero 27 del 13 gennaio 2026 che revoca il precedente provvedimento in cui si consentiva il transito in alcuni tratti di via Lanificio e via della Segheria anche ai veicoli dei frontisti e dei diretti ai frontisti con massa complessiva a pieno carico superiori alle 10 tonnellate.
L’ordinanza 27 precisa che la revoca è stata richiesta in data 18 novembre 2025 dalla stessa Circoscrizione Ottava in quanto non era stato raccolto il parere della stessa. Riteniamo corretto informare i commissari che la precedente ordinanza conteneva un evidente refuso facendo appunto riferimento non solo ad un parere emesso da una circoscrizione non competente per territorio, in questo casi era la settima circoscrizione, ma persino citando una riunione nella quale non si era discusso di tale argomento. L’emissione dell’ordinanza del 13 novembre 2025 sostanzialmente apriva il transito di mezzi pesanti delle vie interessate da provvedimento creando numerose situazioni di rischio e disagio per i residenti e tutti coloro che a piedi, in bicicletta o in auto hanno avuto la sfortuna di incrociare tra i mezzi.
Riteniamo evidenziare ai commissari alcuni aspetti utili per una presa di posizione consapevole sul parere. Via Lanificio è una strada a doppio senso sprovvista di marciapiedi con una larghezza insufficiente al passaggio di due automezzi, circa 5 metri, in particolare tra i civici 20 e 42 per un tratto di oltre 80 metri. Il tragitto è nel centro storico di Montorio dove in piazza Buccari si trova la scuola primaria Betteloni oltre ad altre strutture molto frequentate dai cittadini qualsiasi ora del giorno.
I mezzi pesanti si immettono in via Lanificio percorrendo la piazza Buccari, su cui si affaccia l’ingresso delle scuole e il tratto di via Olmo, anch’esso di dimensioni ridotte con una larghezza insufficiente al passaggio di due automezzi, circa 4 metri e mezzo. Il transito di mezzi pesanti nel centro storico di Montorio contribuirà ad aumentare notevolmente l’inquinamento atmosferico e il rumore con possibili gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini. Via Lanificio, sprovvista di marciapiedi quindi senza zona di sicurezza, e via della segheria sono vie molto strette ed il transito di mezzi pesanti rappresenta un reale pericolo per i pedoni, specialmente per gli anziani, i bambini, le mamme con carrozzine, i disabili, eccetera.
Inoltre creerebbe gravi problemi di circolazione con automobili costrette a retromarce pericolose. In passato in questa via passava l’autobus ed il percorso è stato modificato da via Lanificio-Segheria in via Olivè, proprio in relazione alle caratteristiche delle strade, strette e senza marciapiedi. Il tratto di via Lanificio interessato dal passaggio di mezzi pesanti, nonché il piazzale Buccari e il tratto di via Olmo sono ricompresi nella definizione di centro storico minore ai sensi del vigente PAT.
Nel 2017 è stata fatta una raccolta firme dai cittadini residenti in occasione del parere di modifica del divieto di transito ai mezzi pesanti, parere al quale è stato risposto no. Abbiamo allegato la raccolta firme e il relativo dossier fotografico. Il divieto di transito ai mezzi pesanti ad eccezione di quelli AMIA è operativo dal 1992.
L’area in cui si sono recentemente insediate nuove aziende è un’area circoscritta con accessi limitati, i cui limiti formali ed oggettivi sono esistenti da tempo. La precedente limitazione risale al 1992 e quindi in piena conoscenza della proprietà e dei quali, anche le nuove aziende, in una logica di trasparenza e correttezza, dovrebbero essere state edotte. Non si tratta quindi di imporre alcun limite allo sviluppo industriale, in quanto resta la possibilità di utilizzare mezzi più piccoli che possano circolare nelle vie suddette rispettando il divieto.
L’eventuale venir meno del limite esistente determinerebbe una responsabilità degli organismi coinvolti nel caso in cui le situazioni di rischio segnalate dovessero trasformarsi in incidenti con danni a cose e persone. L’attuale situazione è l’ennesimo segnale della necessità di un intervento di profonda riconversione dell’area la cui attuale destinazione d’uso si rivela per l’ennesima volta incoerente con i limiti oggettivi derivanti dalla sua ubicazione.
Interviene per chiarimento Luigi Ceschi. Risponde Muratore ribadendo quanto già esposto in merito all’esistenza di una via alternativa: pur ipotizzando un tragitto sarebbe necessario verificarlo con autisti esperti di mezzi pesanti o tecnici trasportisti e comunque esiste una strettoia in via della Segheria. Si conviene con l’intervento di Lorenzo Papa che sottolinea l’irregolarità dell’ordinanza dirigenziale 1503 del 13 novembre 2025 resa operativa senza il parere della Circoscrizione competente chiedendo di comprenderne a fondo le motivazioni.
Faltracco chiede se nella richiesta nel procedimento ci fosse traccia di una specifica richiesta di una ditta che necessitasse di utilizzare mezzi pesanti per la proprietà. Muratore e Lodola confermano che non vi è traccia nelle documentazioni in nostro possesso.
Lucia Fiorini illustra una relazione che chiede di allegare.
La commissione approva all’unanimità il fatto di allegare il documento affinché venga valutato dai tecnici. In particolare si concorda in maggioranza sui passaggi in cui si smonta passo per passo quanto riportato nei considerato delle due ordinanze. All’unanimità si chiede inoltre una verifica della portata e dell’effetto del ripetuto passaggio di mezzi pesanti sui cinque ponti esistenti.
Brunelli Tarciso chiede informazioni circa le attività industriali esistenti nel passato. Fiorini ripercuote la storia dell’area. Nella discussione emerge la preoccupazione sollecitata da Tosi sul fatto che in alternativa potrebbe insediarsi un polio logistico con un traffico importante seppur di mezzi dimensioni limitate.
A tal proposito si chiede di approfondire se risulta compatibile l’insediamento di un polo logistico con la destinazione dell’area, questione sottolineata anche da Poggianti che spiega come la destinazione d’uso logistica sia regolamentata da specifiche norme del piano degli interventi. Si chiede inoltre all’unanimità di verificare perché a fronte delle numerose segnalazioni fatte dai cittadini alla Polizia Municipale non risulta siano state effettuate sanzioni e controlli.
Si passa alla votazione. Commissione 4 parere contrario approvato a maggioranza e Commissione 3 parere contrario a maggioranza.
Dibattito
Dopo la lettura del verbale si procede con un lungo ed approfondito dibattito, molto partecipato, con vari interventi delle persone presenti, tra cui molti abitanti di via Lanificio.
Viene ribadita la mancanza di sicurezza:
“I camion sono lunghissimi e noi li abbiamo sulla porta nonché sulle finestre, […] sono veramente pericolosi, lì ci sono dei negozi dove gli anziani vanno a prendere il pane, lì passano i bambini da scuola, a scuola alle 7, alle 8 […] per le persone che vanno a piedi, a mio avviso è decisamente pericoloso perché manca il marciapiede, ci sono tantissime persone che camminano“
Viene riproposta l’analisi del contesto che ha prodotto l’attuale situazione ricordando che adesso l’area di via Lanificio è compresa nel centro storico minore del paese di Montorio:
“Siamo in una situazione che si è creata così nel tempo, […] quando è stato istituito quel 10 tonnellate, era proprio un motivo del buonsenso di dire noi sopportiamo le 10 tonnellate e la fabbrica la sia contenta delle 10 tonnellate, […] quindi deve esserci una condivisione e un aiuto, cioè una sopportazione reciproca della situazione, comunque in questi 23 anni […] tutte le altre attività hanno sempre funzionato benissimo, non è che si impedisce un’attività“.
Parte della discussione si è concentrata sulle ordinanze che sono già state emanate. La Presidente della Circoscrizione VIII legge quanto ricevuto dal comune di Verona a seguito della segnalazione della presenza di “refusi” nella prima ordinanza:
“Gli uffici hanno risposto che si prende atto che il paragrafo, – preso atto dell’approvazione al provvedimento da parte del Consiglio circoscrizionale della circoscrizione settima nella seduta del 30 luglio 2025 – presente nell’ordinanza dirigenziale in questione è frutto di un refuso d’ufficio che sarà modificato immediatamente“.
Più interventi del pubblico sottolineano che l’errore nella prima ordinanza potrebbe configurarsi come falso in atto pubblico chiedendo che venga verbalizzato. Viene chiesto inoltre che venga installato un sistema elettronico con telecamera che in automatico sanzioni le infrazioni lungo via Lanificio.
Viene ricordato che per dare la possibilità alle aziende di svilupparsi e di poter adeguatamente lavorare è stata realizzata un’apposita area artigianale a nord del paese di Montorio:
“negli anni 60 e 70 era stato deciso proprio […] di fare una zona industriale a nord di Montorio, tra Montorio e Mizzole apposta perché poi con la tangenziale andava meglio“
… mentre l’area del centro storico di Montorio è stata trasformata in “Centro Storico Minore”:
” secondo voi è possibile che in piazza Erbe passino camion del genere […] credo che nessuno se lo sognerebbe”.
Giusto riflettere sui giusti interessi delle aziende, ma viene puntualizzato che è necessario valutare anche i diritti dei cittadini:
“allora parlo anche per il mio interesse, ho una casa lì, questa casa perde valore o no se passano questi camion“.
Secondo alcuni una possibile situazione che migliorerebbe la vivibilità di via Lanificio potrebbe essere quella di creare un senso unico e realizzare i marciapiedi lungo la via che permetterebbero il passaggio dei pedoni in sicurezza, ma ciò non eliminerebbe il problema dei passaggi dei tir lungo le vie del centro storico del paese.
Durante il dibattito viene fatta vedere a tutti i consiglieri l’immagine che segue, molto eloquente della situazione che si presenta in via Lanificio quando passano questi enormi camion.

Il dibattito ritorna sul punto più importante : la sicurezza delle persone e in particolare sul problema dell'”angolo morto” ovvero quella zona incontrollabile perchè nascosta al campo visivo del conducente dei mezzi di grandi dimensioni:
“oltre che vedere l’immagine col pericolo che crea alle case e a tutto il resto, c’è un ragionamento da fare. Quando io ho un mezzo che è lungo dieci metri e che devo manovrare in uno spazio di questo genere, io posso uccidere tranquillamente senza accorgermi bambini, persone e chiunque passi di là, perché non li vedo“.
Ma la riflessione che più di altre ha colpito i presenti è quella esposta da una nonna che facendo riferimento all’immagine precedente ha esclamato:
“Questa secondo me è entrata nella mente di tutti noi. Io ne voglio suggerire un’altra. Lì in mezzo escono i miei tre nipotini che escono a tutte le ore con quei camion che passano davanti e quindi immaginate“.
Fonte informazioni: Circoscrizione VIII
PER LA SICUREZZA, PER LA VIVIBILITA’, PER IL DECORO IL CENTRO STORICO DI MONTORIO NON PUO’ ESSERE TRASFORMATO IN ZONA IND…FAR RISPETTARE IL DIVIETO E FERMARE L’ORDINANZA DELLA DIREZIONE INFRASTRUTTURE E MOBILITA’ DEL COMUNE DI VERONA – NO DEROGHE AL DIVIETO
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Partecipiamo in tanti al Consiglio di Circoscrizione 8 a Quinto il 9 febbraio 2026 ore 20:00

Nella foto seguente del 27 gennaio 2026 passaggio di un tir in presenza di un pedone

Di seguito altra foto con un tir che esce da via Lanificio, un’auto ferma in attesa che la strada si liberi e pedoni costretti ad addossarsi alle pareti delle case per passare

Di seguito alcune foto del passaggio di mezzi pesanti da via Lanificio






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