Superamenti PM10 a Verona Est: l’assenza di brezza soffoca Montorio
Superata per nove giorni su dieci la soglia di guardia. I dati delle centraline ARPAV e delle stazioni amatoriali confermano l’accumulo di polveri sottili favorito da una particolare stasi atmosferica.
Non è solo una sensazione dei residenti, ma una conferma che arriva dai grafici: la qualità dell’aria a Verona ha attraversato una fase critica che raramente si ricorda così prolungata. La stazione ARPAV del Giarol ha registrato una sequenza impressionante di sforamenti del valore medio giornaliero di PM10: ben 9 giorni su 10 oltre i limiti, con un picco di 67 µg/m³ toccato il primo marzo.

Il “caso” Montorio: quando il meteo blocca l’aria
L’analisi dei dati evidenzia un fenomeno locale noto, ma non per questo meno preoccupante. Mentre il Giarol segnava livelli d’allerta, anche le centraline amatoriali di rilevamento nell’area di Montorio e dintorni restituivano valori elevati con superamenti anche a nord di Monorio: il primo marzo, la stazione amatoriale di Mizzole ha toccato quota 55, mentre quella di Buccari è schizzata a 77 µg/m³.
La spiegazione risiede nelle particolari condizioni microclimatiche della zona. Quando la situazione meteorologica impedisce l’attivarsi della brezza di monte durante le ore notturne, i sedimenti atmosferici rimangono intrappolati.
I grafici della stazione meteo di Montorio (IVERONA50) parlano chiaro: nella notte tra il 28 febbraio e il primo marzo, la ventilazione è mancata completamente. Questo “tappo” atmosferico ha impedito il ricircolo dell’aria, trasformando la frazione in un bacino di accumulo per le polveri sottili, con valori sensibilmente superiori a quelli registrati dalla rete ufficiale in pianura.

Previsioni
La tregua non è ancora arrivata ma le condizioni meteo dovrebbero migliorare, uno spiraglio arriva dal modello previsionale di ARPAV: a partire da oggi è atteso un cambiamento che dovrebbe favorire la dispersione degli inquinanti e riportare i valori del PM10 entro i limiti di legge, interrompendo una delle sequenze più critiche degli ultimi tempi.
Progetto Airmonitor – sensor.community
Obiettivo del progetto Airmonitor – sensor.community è il monitoraggio delle polveri sottili nell’ambiente urbano mediante la realizzazione di una rete di rilevazione della qualità dell’aria con sensori a basso costo e in forma partecipata (cittadinanza attiva): adotta una centralina per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico.
Negli ultimi anni sono stati sviluppati strumenti di misura delle polveri sottili a basso costo e relativamente semplici da utilizzare. Sulla base di questi prodotti sono state costruite in forma partecipata da cittadini (citizen scienze) reti di monitoraggio distribuite che permettono l’analisi puntuale delle polveri sottili.
Il progetto è gestito da OK Lab Stuttgart e fa parte del programma Code for Germany della Open Knowledge Foundation Germany. L’obiettivo del programma è quello di promuovere gli sviluppi nelle aree della trasparenza, degli Open Data e della Citizen Science
Attualmente il progetto è costituito da quasi 11 mila sensori distribuiti su 73 nazioni.
Le mappe con i dati dei sensori di temperatura, umidità relativa, pressione atmosferica, rumore, indice AQI (Indice di Qualità dell’Aria), PM10 e PM5 sono disponibili al seguente link:
L’Associazione montorioveronese.it a partire da giugno 2019 ha acquistato una serie di sensori del progetto sopra descritto e implementato una rete per la misura del PM10 e PM2.5 nel territorio della Circoscrizione VIII. Alcuni sensori sono stati acquistati da altre associazioni e/o privati cittadini che hanno aderito al progetto.
A Dicembre 2023 la rete è stata implementata con nuovi sensori. Attualmente sono attivi sensori a Montorio, Ferrazze, Mizzole. Un uso diffuso e coordinato tramite rete web di questi strumenti può consentire di ampliare la produzione di dati ambientali puntuali al fine di ottenere una migliore conoscenza dell’ambiente e una partecipazione attiva della cittadinanza.
Dati in tempo reale delle centraline nel nostro territorio
L’intento di questo progetto di “Scienza di Cittadinanza” è sperimentare i sensori a basso costo, creare collaborazione tra cittadini e enti pubblici e ricercatori, incentivare l’interesse per le tematiche ambientali (e le relative strumentazioni di analisi) e formare studenti e cittadini in grado di usare e diffondere questi strumenti allo scopo di fornire e rendere disponibili dati e conoscenze per valutare nel miglior modo possibile le decisioni che riguardano e interessano l’ambiente nel quale viviamo ed operiamo.
La scienza di cittadinanza è un’attività riconosciuta nell’ambito dei metodi partecipativi che recentemente si è sviluppata attraverso la possibilità di una interazione fra cittadini interessati e ricercatori, anche con elaborazioni indipendenti focalizzate a specifici problemi scientifici. Quest’ultima svolta ha trovato nella disponibilità di attrezzature sofisticate a basso costo la possibilità di ricerche indipendenti.
Per maggiori informazioni:
Configura da solo il sensore di qualità dell’aria
ARPAV – Qualità dell’aria – Dati in Diretta
Ed ecco come appare ricoperta la pianura Padana dalla Lessinia


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