Il volontariato non è eroismo, è presenza, come la Pasqua. Auguri di Pace


Il volontariato non nasce dall’impulso di apparire straordinari, ma dalla scelta silenziosa e coraggiosa di restare vicini agli altri


     Cara Comunità di Montorio e dintorni,

si è soliti descrivere il volontariato come un gesto disinteressato, un offrire senza attendersi nulla in cambio. Ma questa lettura, per quanto generosa, rischia di impoverirne il significato più profondo. Se lo riduciamo a semplice carità, ne smarriamo la radice più autentica: il volontariato è, anzitutto, un atto civico, politico. Non nell’accezione partitica del termine, ma in quella originaria e nobile: è cura della comunità (polis), degli spazi condivisi, delle esistenze altrui.

Proprio come Gesù non predicava dalle cattedre del potere ma camminava tra i lebbrosi, i poveri e gli esclusi, il volontario sceglie dove stare in un mondo sempre più tentato dall’indifferenza. Chi fa volontariato rifiuta l’anestesia sociale. Non si sottrae, non si chiude. Resta. Dentro le storie, dentro le fragilità, dentro il presente.

L’equivoco della gratuità.

In molti credono che il volontariato sia “gratuito” perché non contempla uno scambio in denaro. Ma è una semplificazione fuorviante. Il volontariato ha un costo profondo: il tempo sottratto a sé stessi, l’energia emotiva, la pazienza di confrontarsi con i limiti delle strutture (private e pubbliche) e dell’umanità ferita. Non è un atto leggero, è denso, talvolta faticoso, capace di ridisegnare lungo il percorso i contorni della propria identità.

Chi pratica il volontariato sviluppa una lucidità particolare: impara a vedere i meccanismi invisibili che generano disagio, disuguaglianza, emarginazione. È uno sguardo educato alla profondità, che non si accontenta della superficie delle cose.

Perché serve davvero. Ancora di più oggi.

In un’epoca in cui le relazioni si consumano nella brevità di una notifica, senza richiamare chi ti ha cercato, abbandonando la relazione con l’altro, scegliere di esserci davvero per qualcuno è un gesto quasi controcorrente. Il volontariato non è un passatempo per anime buone: è una forma di presenza consapevole e significativa.

La Pasqua porta con sé esattamente questo messaggio: la vita non si arrende all’assenza, all’indifferenza del mondo. Torna. Si fa presenza. Bussa alle porte chiuse. Il volontario fa lo stesso: bussa dove gli altri passano oltre. Riporta tridimensionalità a una realtà che tende a farsi piatta, superficiale, virtuale. E sì, fa paura. Ma è proprio in quella complessità ritrovata che si scopre quanto sia insensato restare fermi.

Raccontiamolo in modo nuovo.

Forse è giunto il momento di cambiare la narrazione. Il volontariato non è semplicemente “fare del bene”: è educazione alla profondità, apprendimento umano autentico, allenamento alla cittadinanza attiva e al pensiero critico. È uno dei pochi luoghi in cui si impara davvero a non voltare lo sguardo.

Il volontario non si riconosce nell’eroismo, ma nella costanza silenziosa del suo esserci. Con le sue paure, le sue incertezze, i suoi limiti. Eppure presente. Perché la presenza non fa rumore, ma lascia tracce che durano nel tempo. Come testimoniano gli oltre 20 anni di testimonianza quotidiana di montorioveronese.it. 

Continueremo, finchè potremo, a raccontare la storia del nostro territorio, a valorizzarne la memoria, a promuoverne la cultura, a costruire comunità. Lo faremo con la stessa passione di sempre, ma con la consapevolezza che il volontariato del futuro dovrà essere sempre più competente, organizzato, formato e, possibilmente, … giovane!

“Chi fa il volontario non è migliore degli altri, è meglio di prima” (cit.).

A tutti gli associati di montorioveronese.it e all’intera comunità di Montorio Veronese, l’associazione rivolge sinceri auguri di una serena e luminosa Pasqua. Possa questo tempo di rinnovamento essere, per ciascuno di voi, occasione di ritrovare la gioia del dono, la forza della comunità e il calore delle relazioni che — come la primavera — tornano sempre a fiorire.

🌿 Buona Pasqua! 🌿

Il direttivo dell’Associazione di Promozione Sociale montorioveronese.it

Manuela Borrini, Marta Morbioli, Luca Minucelli, Roberto Rubele, Alberto Speciale


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